Il tessuto imprenditoriale italiano, è costellato di una molteplicità di aziende, molte delle quali a gestione familiare.

L’imprenditore moderno deve dotarsi di una strategia di pianificazione del passaggioo generazionale, ovvero una pianificazione patrimoniale integrata che sia in grado di garantire la continuità dell’impresa familiare e al contempo tutelare il patrimonio personale.

Il contesto macreconomico richiede che l’imprenditore sia sempre più dinamico, efficiente, flessibile e previdente.

Il 53% degli imprenditori italiani ha più di 60 anni, diventa quindi importante e doveroso effettuare una riflessione su come garantire il passaggio dell’azienda e del patrimonio nel rispetto della volontà dell’imprenditore stesso. La successione è un momento fondamentale nel quale è facile sperperare buona parte di quanto prodotto nel corso della propria vita.
Un’attenta pianificazione consente di analizzare il proprio patrimonio personale, riconoscere potenzialità e rischi, e stabilire con certezza la futura destinazione, senza rischiare che a beneficiarne siano soggetti diversi da quelli che vogliamo.

Il contesto sociodemografico italiano evidenzia inoltre l’aumento della della popolazione over 65, causato da un lato dalla diminuzione delle nascite e dall’altro dall’aumento dell’aspettativa di vita. Questa fascia di popolazione è quella che detiene la ricchezza, un enorme patrimonio che nell’arco dei prossimi 15 anni dovrà essere trasmesso alle generazioni più giovani.

Ma in che modo?

L’Italia è oggi considerata un paradiso fiscale per le successioni.

I parenti più stretti godono di una franchigia fino a un milione di euro, oltre pagano il 4%; per i fratelli e le sorelle, l’esenzione è di 100.000 euro e l’aliquota è del 6%; i parenti oltre il quarto grado e gli estranei pagano un’aliquota massima dell’8% sul patrimonio ereditato senza alcuna franchigia. Negli altri paesi europei, la situazione è ben diversa! Sono infatti applicate imposte a doppia cifra, con aliquote massime dell’80% del patrimonio.

Le raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI) arrivano chiare e spingono verso un forte aumento delle aliquote in conformità a quelle applicate sui redditi. Contestualmente si parla di un adeguamento del valore catastale degli immobili a quello commerciale, con conseguente aumento delle imposte ipocatastali. E’ già allo studio del governo una possibile modifica dell’attuale imposta, proposta di legge  2830/2015, che prevede una riduzione della franchigia e un aumento delle aliquote. È facile pensare che, in caso di difficoltà, il governo potrebbe intervenire sugli argomenti messi in luce dall’FMI per allinearsi agli altri paesi dell’eurozona.

E’ quindi importante effettuare le opportune verifiche e scegliere di pianificare consapevolmente il passaggio generazionale dell’azienda e del patrimonio in generale.

Per far ciò vengono utilizzati softwer di analisi che aiutano a mappare il patrimonio nel suo complesso, azioni volte a favorire una trasmissione dei beni riducendo o annullando l’impatto fiscale e le frequenti liti tra parenti.
L’imprenditore ha quindi l’onere di scegliere come garantire la continuità dell’azienda e di dotarsi degli strumenti idonei a proteggere e tutelare il patrimonio accumulato e attuare un programma devolutorio ben pianificato.

Contattami per approfondire il tema, insieme ad un team di esperti potremo valutare la soluzione migliore per definire una corretta pianificazione del passaggio generazionale.