Ogni giorno effettuiamo delle decisioni economiche nell’ambito delle nostre risorse finanziarie.

Scegliamo quanto spendere, cosa acquistare nell’immediato, e quali spese invece posso essere rimandate. Ogni giorno, talvolta consapevolmente e spesso con leggerezza, scegliamo quanta ricchezza destinare ai bisogni futuri e quanto investire per conservare o far crescere nel tempo il valore del proprio risparmio.

Effettuiamo quindi delle scelte di pianificazione finanziaria.

Una buona pianificazione si fonda sull’analisi della situazione finanziaria e patrimoniale della famiglia. Sulla base delle entrate disponibili e delle uscite nell’arco di un certo periodo (un mese, un semestre, un anno).

Un buon pianificatore non risparmia quello che rimane dopo aver speso, ma spende quello che rimane dopo aver risparmiato (almeno così ha detto W. Buffet)!

Prima di individuare un obiettivo di risparmio è assolutamente necessario comprendere le dinamiche del nostro bilancio familiare. Solo dopo avere effettuato un’analisi del budget possiamo allora pianificare quali sono i nostri obiettivi di risparmio, programmarli nel tempo e scegliere quindi la strada migliore il mezzo per raggiungere gli obiettivi.

Il monitoraggio periodico del bilancio familiare e la pianificazione ti permetteranno di identificare e ridurre eventuali sprechi, gestire più efficacemente le tue risorse e realizzare i tuoi obiettivi di consumo e di risparmio.

Oggi esistono numerosi supporti tecnologici collegati al proprio conto corrente bancario che effettuano automaticamente una suddivisione di entrate e uscite e una categorizzazione delle stesse.

L’analisi dei risultati ci permette di conoscere la capacità di risparmio e valutare se essa è adeguata ai nostri obiettivi di risparmio.

Per chi non ha le idee chiare ecco uno consiglio paratico da cui cominciare.

E’ la Regola del 50/20/30 pubblicata dalla rivista Forbes e ideata da Elisabeth Warren.

La professoressa di Harvard, e attuale senatrice degli Stati Uniti del Massachusetts suggerisce:

  • Il 50% del reddito dovrebbe andare alle spese essenziali. In questo capitolo di spesa finiscono l’affitto o la rata del mutuo, le bollette, il cibo, le spese di trasporto per raggiungere il lavoro, ovvero tutte le uscite a cui non si può fare a meno e che tutti più o meno affrontano, al di là della città in cui si vive o del lavoro che si svolge.
  • Il 20% dovrebbe invece essere destinato ad altri obiettivi finanziari, come per esempio al risparmio, ma anche agli investimenti e, se ne avete, alla riduzione abbattimento dei debiti
  • Il restante 30% del reddito è infine destinato alle spese più flessibili, in sostanza quelle che alcuni definirebbero discrezionali, come il cinema, il ristorante, uscite con gli amici. Ma anche spese che nella società attuale invece sono ormai uno status obbligatorio, come per esempio il piano telefonico del cellulare.

E tu hai effettuato la tua pianificazione finanziaria personale? Contattami e lo faremo assieme.