Per Patrimoniale si intende qualunque tipo di tassa calcolata, invece che sul reddito, sul patrimonio del contribuente.

L’imposta patrimoniale quindi colpisce il patrimonio di un soggetto dagli immobili ai risparmi, indipendentemente da quanto guadagna col suo lavoro.  Secondo gli analisti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) una wealth tax che imponga un prelievo fiscale sulla ricchezza dei contribuenti contribuirebbe a ridurre le disuguaglianze. Sempre secondo gli autori del report questa considerazione varrebbe soprattutto nei paesi che hanno una tassazione relativamente bassa sui redditi da lavoro o sulle rendite finanziarie, e in Italia non è così. Attualmente a livello europeo la tassa patrimoniale è vigente solo in Francia, Svizzera, Spagna e Norvegia.

Nella recente storia politica economica italiana un prelievo forzoso sui capitali è stato introdotto nel 1992 durante il Governo Amato che, per evitare il collasso finanziario e permettere alla Lira di restare agganciata al sistema monetario europeo, ha introdotto un prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari. Quella notte di 26 anni fa tra il 9 e il 10 luglio, la notte del prelievo forzoso, molti italiani la ricordano ancora.

In Italia una vera e propria tassa patrimoniale non c’è.

Era stata proposta dal Partito Democratico quando era guidato  dall’ex segretario Pier Luigi Bersani. In compenso nel nostro paese abbiamo altre imposte sui patrimoni, la prima delle quali e la più odiata è l’IMU. Nel 2014 Letta e Renzi hanno tolto l’IMU sulla prima casa anche ai più ricchi, e oggi colpisce gli immobili di lusso e tutti i fabbricati diversi dalla prima casa. Poi c’è la tassa di successione per colpire la ricchezza e redistribuirla tra generazioni. Poi c’è l’imposta di bollo dello 0,2% sui risparmi. Sempre nel 2014, infine, è nata la IUC (imposta unica comunale) che unisce all’IMU Tari e Tasi.

Il punto è che arrivano moniti all’Italia da più autorevoli voci, e sappiamo bene che siamo in una situazione particolarmente complessa. E per quanto il nostri governanti scongiurino una patrimoniale purtroppo i conti non tornano e da qualche parte questo, o un prossimo governo (magari tecnico), dovrà cercare di recuperare denari per far fronte alla mole di debito pubblico che andiamo  accumulando.
Gli italiani sono un popolo di risparmiatori e di amanti del mattone. Molti risparmi e molti immobili quindi, un immenso campo  da cui poter attingere fondi per il Governo italiano, questo è un dato di fatto. Come è innegabile che l’alto rapporto debito/PIL e i continui rimproveri dalle agenzie di rating e dalle istituzioni europee alimentino la convinzione che, prima o poi, una patrimoniale possa davvero concretizzarsi.

La patrimoniale rappresenta un metodo rapido  per abbattere il debito pubblico e risanare il deficit di bilancio.

Bisogna dunque riflettere e valutare possibili strategie per evitare o quanto meno mitigare quello che potrebbe essere l’effetto di un’applicazione di una tassa patrimoniale. Contattami e capiremo insieme quale potrebbe essere l’impatto di una tassa patrimoniale e quali provvedimenti adottare per essere preparati.